La Villa

Da sempre una delle più belle e romantiche dimore sul Lago di Como, Villa del Balbianello a Lenno (CO) si affaccia su un incantevole promontorio boscoso, sull’estrema punta del Dosso di Lavedo, che si immerge nelle acque del lago formando una piccola penisola.

Costruita all’inizio del XVIII secolo, è stata frequentata da intellettuali ed esponenti del risorgimento italiano.
Per il suo fascino viene oggi utilizzata come scenografia in numerose produzioni cinematografiche.

Ogni sala della Villa conserva preziose collezioni e una storia da scoprire. Nella loggia, la biblioteca e il cartografo sono un viaggio nel mondo delle esplorazioni, delle spedizioni alpinistiche e polari. Nell'edificio principale gli interni sono la testimonianza della passione di Monzino per l'avventura, impreziositi con arredi inglesi e francesi del '600 e del '700, arazzi fiamminghi, terrecotte cinesi, sculture africane e precolombiane, una vastissima collezione di dipinti su vetro e di vedute lariane.
(Contenuti FAI)

La Loggia

Autentica meraviglia del Balbianello, la loggia del Cardinal Durini da oltre due secoli offre ai visitatori una straordinaria vista sul lago: la Tremezzina, verso Nord, e il bacino dell'Isola Comacina, sul lato opposto.

La rosa dei venti realizzata a intarsio sul pavimento è una traccia dell'intervento novecentesco di Guido Monzino, a ricordo delle sue spedizioni geografiche in tutto il mondo. Intorno alle colonne si avvolge giocosamente un sempreverde Ficus repens.
(Contenuti FAI)

Il Giardino

Un vero gioiello arroccato tra le insenature e le rocce del promontorio. La conformazione del territorio non consentì la realizzazione di un tradizionale parco all’inglese o un giardino fiorito all’italiana.

La chiesa inesistente
La Villa conserva ancora la facciata con i due campanili dell'antica chiesa appartenente al preesistente monastero francescano. All’interno non c’è una chiesa ma un'importante area della Villa che infatti presenta una articolata planimetria sviluppata su sei piani.
(Contenuti FAI)

La Storia

Fu il Cardinale Angelo Maria Durini a edificare il complesso alla fine del XVIII secolo, sui resti di un convento francescano, di cui oggi resta la facciata dell’antica Chiesa. Alla morte del cardinale, la Villa passò al nipote Luigi Porro Lambertenghi, attivo patriota antiaustriaco che volle niente meno che Silvio Pellico come precettore per i propri figli.

All’inizio dell’800 la Villa apparteneva al conte Luigi Porro Lambertenghi, attivo liberale che, insieme a Federico Confalonieri, finanziò il periodico “Il Conciliatore”, cui collaboravano noti intellettuali di sentimenti patriottici, come Giovanni Berchet e Ludovico di Breme.
Balbianello è un luogo molto caro a Pellico, che così lo evocò in una lettera: “Benedetto Balbianino! Vi passerei volentieri la mia vita, tanto è romanzesco, poetico, magico questo soggiorno“.
Balbianello passò poi al marchese Giuseppe Arconati Visconti, a sua volta implicato nelle cospirazioni del 1821.
Per sfuggire alla condanna a morte, fuggì con la moglie, Costanza Trotti Bentivoglio, in esilio volontario a Parigi e poi in Belgio, a Gaasbeek.
Qui la coppia diede rifugio a numerosi esuli italiani, come Berchet, Confalonieri, Mamiani e altri. Rientrati in Italia, i coniugi si stabilirono in Piemonte, riaprendo nel contempo la Villa del Balbianello agli amici (tra questi figuravano Massimo D’Azeglio, sua moglie Luisa Blondel e il patriota piemontese Giacinto Provana di Collegno).
Dopo aver finanziato l’insurrezione del 1848, la coppia sostenne la monarchia sabauda e le posizioni di Cavour. Nel 1865, infine, Giuseppe Arconati Visconti divenne senatore del Regno.
Nel 1919 la dimora venne acquistata dal generale americano Butler Ames, che la sottopose a un attento restauro e nel 1974 gli eredi la vendettero all’imprenditore Guido Monzino, appassionato esploratore e alpinista.

Esponente di una delle più solide famiglie della borghesia milanese, egli si dedicò a una nuova opera di ristrutturazione, che interessò non solo gli edifici ma anche lo splendido giardino, cui venne conferito l’aspetto attuale, e riarredo completamente le stanze.

Fu lo stesso Monzino a decidere di lasciare la Villa, insieme con gran parte del Dosso di Lavedo, in eredità al FAI, che la gestisce dal 1988.
(Contenuti FAI)

La villa nel cinema

Lo splendore di Villa Balbianello non poteva che attrarre nel tempo molti registi per l’ambientazione dei propri film, tanto che risulta senza dubbio la dimora storica sul lago di Como più amata dal cinema italiano ed internazionale.
Il curatissimo giardino a terrazze, con i platani potati a candelabro, i glicini, le antiche statue e l’elegante loggia appare sin dagli anni ’40 nelle scene di esterni di Piccolo mondo antico, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Antonio Fogazzaro nel 1895. E’ stato il regista Mario Soldati, infatti, a scegliere per primo la Villa come dimora della nonna del protagonista Franco, che con ogni forza tenta di opporsi al matrimonio del nipote Franco Maironi (interpretato da Massimo Serato) con Luisa Rigey (interpretata da Alida Valli, per la prima volta in un ruolo drammatico).
Sei anni dopo il regista Christian-Jaque ha ambientato nella Villa alcune scene de La Certosa di Parma, film tratto dal romanzo di Stendhal del 1839, in cui le avventure del giovane nobiluomo Fabrizio del Dongo e dell’amata Clelia si svolgono quasi interamente tra Parma e il Lago di Como.

Sei anni dopo il regista Christian-Jaque ha ambientato nella Villa alcune scene de La Certosa di Parma, film tratto dal romanzo di Stendhal del 1839, in cui le avventure del giovane nobiluomo Fabrizio del Dongo e dell’amata Clelia si svolgono quasi interamente tra Parma e il Lago di Como.

Nel 1992 Mario Orfini ha scelto la Villa del Balbianello per Jackpot, ultimo film nella carriera dell’attore Adriano Celentano. In Jackpot, un’anziana miliardaria, nell’intento di inseguire il mito dell’eterna giovinezza, si circonda di bambini prodigio aventi il compito di studiare un metodo per farla tornare giovane. Adriano Celentano è Furio, stravagante giardiniere della Villa, che fa riscoprire ai bambini il contatto con la natura tra i sentieri del giardino sul lago.

Tre anni dopo è la volta di Un mese al lago di John Irvin, film che ha avuto un notevole riscontro presso il pubblico anglosassone. Il film narra una serie di intrighi, equivoci, delusioni e speranze dell’inglese miss Bentley, una donna di mezz’età che torna sulle coste del lago di Como dove da bambina trascorreva le vacanze con il padre. Una sorta di revival del turismo anglosassone nell’Italia degli anni ’30, ambientato a Villa del Balbianello a Lenno, Villa Sola Cabiati a Bolvedro e a Villa Olmo a Como.

Nel 2002 la Villa del Balbianello ha ospitato il cast e la produzione di uno dei film di fantascienza più visti nella storia del cinema. Nel secondo episodio della popolarissima saga Star Wars la loggia della Villa fa da teatro al bacio tra la principessa Padmè e il giovane Anakin.

Nel 2006, persino James Bond è stato a Villa del Balbianello: l’agente speciale, interpretato da Daniel Craig, vi ha infatti trascorso un periodo di convalescenza dopo essere stato ferito nell’episodio della saga di 007, Casinò Royale di Martin Campbell. In questo film spicca la presenza di Giancarlo Giannini, nel ruolo dell’ambiguo agente locale, che viene ucciso proprio all’esterno della Villa.
(Contenuti FAI)